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La storia

Storia dell’Istituto

L'Istituto è intitolato a Teresa Confalonieri (Milano 1787 -1830), moglie di Federico Confalonieri, personaggio di grande importanza per la storia dell’Istruzione italiana, perché animatrice di gruppi che, in Lombardia, lavoravano alla fondazione di scuole ispirate al metodo d’Insegnamento Mutuo che sosteneva l’importanza di un’istruzione fondata anche sul recupero delle fasce deboli, ed era caratterizzato dal ricorrere a gruppi di studio tra scolari, affinché al lavoro del maestro si affiancasse anche un apprendimento tra pari. Esso nasce nel 2000 dal progressivo accorpamento di diverse istituzioni, ospitate in edifici dislocati in varie parti della città. La scuola occupa un edificio di grande importanza storica, sito tra Vico SS. Filippo e Giacomo e Vico SS. Severino e Sossio: l’ex Conservatorio della Vergine Madre di Dio dell’Arte della seta. Nell’antico edificio, infatti, sono state educate e hanno vissuto centinaia di giovani donzelle, figlie o parenti, dei membri dell’Arte. Il Consolato era nato nel 1477 e si era particolarmente rafforzato, dopo il 1580, in seguito alla cosiddetta Concordia, un accordo firmato dai rappresentanti dell’arte, dagli addetti alle gabelle e dagli arredatori. Nel 1582, nell’antica strada dei Parrettari (o Barrettari), era stato edificato il primo Conservatorio, destinato ad accogliere le povere figlie vergini dei membri dell’arte. In breve tempo le richieste erano diventate talmente numerose che i tre consoli e i sei deputati acquistarono, di fronte al convento di Monteverginella, il palazzo del Principe di Caserta e realizzarono un nuovo e più grande Conservatorio che poteva accogliere centinaia di fanciulle. Venivano accettate ragazze dai 9 ai 15 anni, sottratte quindi ai pericoli della strada, alle quali veniva concesso poi un maritaggio o un sussidio. Con l’acquisto del palazzo del Duca di Seminara nel 1601 si avviò anche la costruzione della grande chiesa dedicata ai SS. Filippo e Giacomo. Nel 1884 un regio decreto, a firma di Umberto I di Savoia, sciolse l’amministrazione.

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